«Caro Gesù Bambino, ti chiediamo una pensione per i precari»: il direttore della Repubblica degli Stagisti e altri quattro giovani scrittori lanciano una proposta

Di redazione - 25 dicembre 2010 In Lettere

Caro Gesù Bambino,
ciò che vorremmo quest’anno per Natale noi giovani lavoratori precari è di avere più tutele e più garanzie sul lavoro. E quindi poter metter su famiglia, magari dei figli, comprare una casa o quanto meno affittarla e poi, con calma, diventare vecchi. Ma forse nemmeno tu questo ce lo puoi regalare subito. Allora abbiamo pensato di chiederti per quest’anno una cosa che richiede più tempo: una pensione. Negli ultimi tempi i giornali hanno raccontato di come chi ha contratti di lavoro a progetto e discontinuo avrà accumulato alla fine della sua carriera lavorativa contributi talmente bassi da prendere un terzo dell’ultimo già basso stipendio. Al presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua tempo fa è scappata una battuta, che poi ha dovuto smentire: «Se si conoscessero le stime sulle pensioni dei giovani precari ci sarebbe una rivolta sociale». E la stessa Banca d’Italia ha detto che la metà degli italiani si prepara ad andare in pensione con meno del 60% dell’ultimo stipendio; a parità di requisiti tra lavoratori, noi percepiremo tra 30 anni il 52% degli ultimi stipendi mentre chi va in pensione ora prende il 70%. È giusto? No. Allora, Gesù Bambino, ci è venuta in mente l’idea di uno scambio che può essere utile a noi e a tutta la collettività: ma abbiamo bisogno di te per convincere i ministri Tremonti e Sacconi a realizzarla.
Lo scambio è questo. I precari si impegnano ad aumentare quanto ricava lo stato dalla lotta dall’evasione fiscale: ogni volta che consumiamo chiediamo lo scontrino fiscale o una fattura o in ogni caso una ricevuta che consenta la tracciabilità fiscale del denaro, sottraendolo all’economia in nero. E in cambio lo Stato accantoni un quarto di quanto ricavato dalla lotta all’evasione fiscale ripartito nella posizione previdenziale di ciascuno di noi. Proprio qualche giorno fa l’Agenzia delle Entrate ha fatto sapere che nel 2010 saranno recuperati 10 miliardi dalla lotta all’evasione. Siamo certi che precari ben motivati a migliorare la propria posizione, possano aumentare di ben oltre il 25% questo gettito nei prossimi anni. Vogliamo provare?
Per noi, caro Gesù Bambino, questo scambio è un modo di contribuire a realizzare un’Italia migliore, meno inquinata da vecchi lassismi e iniquità, con i ricchi evasori che se la spassano alle spalle degli onesti sempre più poveri; in cambio noi otterremo una pensione un pochino più decorosa: forse non tanto quanto percepisce chi va in pensione ora, ma qualcosa di più decente. Per ottenere una pensione analoga a chi ha invece un lavoro a tempo indeterminato e non discontinuo, caro Gesù Bambino, ci devi pensare tu.


Eleonora Bianchini, giornalista e blogger
Benedetta Cosmi, autrice di “Non siamo figli contro-figure
Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa, autori di “Generazione Mille Euro
Eleonora Voltolina, direttore della Repubblica degli Stagisti

Per saperne di più su questo argomento, leggi anche:
- «Le mie pensioni»: quanto prenderanno domani i precari di oggi?
- Un esercito immobile: l'editoriale di Alessandro Rosina su giovani disoccupati e precari

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